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Bollo sulle fatture elettroniche: cosa scade il 30 settembre 2026

Il 30 settembre si versa il bollo del secondo trimestre — e del primo, se l’avevi differito. Chi deve pagare, dove si legge l’importo, i codici tributo per l’F24 e quanto costa il ritardo.

Redazione TurboFattura·Aggiornato all’11 settembre 2026·8 min di lettura

Cosa scade (davvero) il 30 settembre

Il 30 settembre 2026 — quest’anno cade di mercoledì, quindi niente slittamenti — è il termine per versare l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del secondo trimestre 2026, quelle riferite al periodo aprile–giugno. Se in giro leggi “bollo del terzo trimestre”, è un errore che circola parecchio: il terzo trimestre (luglio–settembre) scade il 30 novembre.

Alla stessa data può agganciarsi anche il primo trimestre: se il bollo di gennaio–marzo restava sotto i 5.000 €, la legge ti permetteva di non versarlo alla sua scadenza naturale (quest’anno il 1º giugno, perché il 31 maggio era domenica) e di accodarlo al secondo trimestre — «senza applicazione di interessi e sanzioni», dice testualmente la norma. Quindi al 30 settembre le situazioni possibili sono tre:

La tua situazioneCosa versi entro il 30 settembre
Hai già versato il 1º trimestre a giugnoSolo il bollo del 2º trimestre
Hai differito il 1º trimestre e, col 2º, arrivi a 5.000 € o più1º + 2º trimestre, ciascuno col suo codice tributo
1º + 2º trimestre insieme restano sotto i 5.000 €Niente, se vuoi: puoi rimandare tutto al 30 novembre

Occhio alla data che conta: per l’Agenzia una fattura appartiene al trimestre della consegna attestata dallo SdI, non della data che porta scritta. L’esempio è della guida ufficiale: fattura datata e trasmessa il 30 marzo, consegnata il 1º aprile — ai fini del bollo sta nel secondo trimestre.

Quanto devi pagare: l’importo lo dice l’Agenzia

Per il bollo sulle fatture elettroniche non devi calcolare niente a mano: i conti li fa l’Agenzia delle Entrate sulle fatture transitate dallo SdI, dentro Fatture e Corrispettivi. Per ogni trimestre trovi due elenchi:

  • Elenco A — le fatture in cui il bollo l’hai dichiarato tu (campo Bollo virtuale valorizzato nell’XML). Non è modificabile.
  • Elenco B — le fatture in cui, secondo l’Agenzia, il bollo era dovuto ma non è stato indicato: ci finiscono i documenti in cui la somma degli importi con natura N2.1, N2.2, N3.5, N3.6 o N4 e senza codifica di non assoggettamento supera i 77,47 € — conta quella somma, non il totale della fattura. Questo elenco si può correggere, ma solo entro una finestra.

Per il secondo trimestre 2026 il calendario è questo — e le prime due date sono già passate:

DataCosa succede
Entro il 15 luglioL’Agenzia pubblica gli elenchi A e B del trimestre
10 settembreUltimo giorno per correggere l’Elenco B: per il secondo trimestre il termine ordinario di fine luglio slitta per decreto a questa data
Entro il 20 settembreL’Agenzia espone l’importo definitivo da versare
30 settembreTermine per il versamento

Se stai leggendo dopo il 10 settembre e nell’Elenco B c’è qualcosa che non ti torna, sappi che la finestra è chiusa e la norma è netta: «in assenza di variazioni da parte del contribuente, si intendono confermate le integrazioni effettuate». L’importo esposto entro il 20 settembre include quelle fatture. Se sei convinto che su alcune il bollo non fosse dovuto, non decidere da solo di versare di meno — un versamento carente apre la strada alla comunicazione con sanzione: passa prima dal commercialista o dall’assistenza dell’Agenzia.

Come si paga: addebito in conto o F24

Le strade sono due, entrambe legittime. La prima è la più comoda:

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    Addebito diretto dal portale

    In Fatture e Corrispettivi apri la sezione dell’imposta di bollo, controlli l’importo proposto per il trimestre e indichi l’IBAN di un conto a te intestato: l’addebito parte da solo, senza compilare nulla. Dopo il pagamento la stessa area ti dà le ricevute, e per ogni fattura puoi chiedere l’attestazione in PDF/A dell’assolvimento del bollo.

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    Oppure F24

    Il portale genera anche un F24 già compilato, da pagare coi canali telematici. Se lo prepari tu, i codici tributo — istituiti con la risoluzione 42/E del 2019 — sono uno per trimestre, e ogni trimestre viaggia col suo anche quando lo versi differito.

Codice tributoA cosa serve
2521Bollo 1º trimestre — anche se lo versi a settembre perché differito
2522Bollo 2º trimestre
2523Bollo 3º trimestre (scadenza 30 novembre)
2524Bollo 4º trimestre
2525Sanzioni da versamento tardivo
2526Interessi

Nell’F24 come anno di riferimento indichi 2026 (formato AAAA); il trimestre è implicito nel codice tributo, non esiste un campo a parte.

Sotto i 5.000 € puoi rimandare al 30 novembre. Ma conviene?

Se il bollo di primo e secondo trimestre insieme resta sotto i 5.000 €, il 30 settembre puoi anche non versare niente: la legge ti consente di accodare tutto alla scadenza del terzo trimestre, il 30 novembre, di nuovo senza interessi né sanzioni.

È una facoltà, non un obbligo, e la soglia è alta apposta: a 2 € a fattura, 5.000 € significano 2.500 fatture col bollo in sei mesi — per la maggior parte delle partite IVA il differimento è sempre a disposizione. Due considerazioni pratiche:

  • Rimandare conviene se i bolli del semestre sono pochi euro: un versamento solo a novembre invece di due o tre micro-pagamenti.
  • Chiudere ogni trimestre conviene se preferisci non accumulare: a novembre il conto si somma al terzo trimestre, e la cifra unica è più facile da dimenticare che da pagare.

Il differimento non cambia i codici tributo: anche a novembre, il primo trimestre resta sul 2521 e il secondo sul 2522.

Se hai saltato una scadenza

Prima di correre a ravvederti, controlla di avere davvero una violazione: se il bollo del primo trimestre era sotto i 5.000 € e non l’hai versato a giugno, non sei in ritardo — sei nel differimento che la legge concede, senza interessi né sanzioni, e il tuo termine è il 30 settembre — o il 30 novembre, se primo e secondo insieme restano sotto la soglia.

Se invece una scadenza l’hai saltata sul serio (per esempio un primo trimestre da 5.000 € o più, non versato al 1º giugno), le strade sono due:

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    Ravvedimento operoso, prima che si muova l’Agenzia

    La sanzione base per l’omesso versamento — dopo la riforma delle sanzioni in vigore per le violazioni dal 1º settembre 2024, oggi raccolta nel Testo unico — è il 25%, che scende al 12,5% se il ritardo non supera i 90 giorni. Col ravvedimento si riduce ancora: in pratica circa l’1,25% se rimedi entro 30 giorni (e nei primi 15 ancora meno: un quindicesimo per ciascun giorno di ritardo), l’1,39% entro 90, il 3,125% oltre i 90 giorni ed entro l’anno. A questo si aggiungono gli interessi legali, che per il 2026 sono l’1,60% annuo, contati sui giorni di ritardo.

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    Aspettare la comunicazione dell’Agenzia

    Se non fai nulla, l’Agenzia ti invia via PEC una comunicazione con imposta, interessi e sanzione ridotta a un terzo (con la base al 25%, circa l’8,33%): pagando entro 30 giorni chiudi lì. Costa più del ravvedimento tempestivo, ma meno della sanzione piena.

Un esempio con i numeri, per capirci: bollo del 1º trimestre da 100 €, saltato il 1º giugno 2026 e regolarizzato il 30 settembre — 121 giorni di ritardo, quindi oltre i 90. Sanzione da ravvedimento: 3,13 €. Interessi: 100 × 1,60% × 121/365 ≈ 0,53 €. Totale: 103,66 € invece di 100. Il conto è indicativo (la convenzione sui giorni può spostare qualche centesimo), ma non serve farlo a mano: se paghi dalla procedura web di Fatture e Corrispettivi, sanzione e interessi te li calcola da sola.

Il conteggio pronto in TurboFattura

Il lavoro vero del bollo non è il calcolo: è avere il quadro di quanto è dovuto e di quando va versato. In TurboFattura la pagina Bolli (inclusa dal piano Professional in su) tiene il conto per te: per ogni trimestre vedi quante fatture hanno il bollo, l’importo maturato e la timeline delle quattro scadenze, con l’anno corrente e i tre precedenti sempre consultabili.

  • il conteggio parte dalle tue fatture emesse con imposta di bollo, sommate per trimestre;
  • da ogni trimestre scarichi un prospetto F24 già compilato — codice tributo giusto (2521–2524) e anno di riferimento al posto giusto. È un prospetto di supporto, non una delega di pagamento: il versamento lo fai dal tuo home banking o tramite intermediario, e lo dice il documento stesso;
  • a monte, in Nuova Fattura, il bollo da 2 € viene applicato in automatico quando la componente fuori IVA che genera bollo supera i 77,47 € — fatture miste comprese — e scegli tu, documento per documento, se addebitarlo al cliente.

Un’onestà dovuta: il riepilogo di TurboFattura aggrega per data fattura, mentre l’Agenzia assegna il trimestre in base alla consegna SdI. Per le fatture emesse a cavallo di trimestre l’importo che fa fede resta quello esposto in Fatture e Corrispettivi: confrontalo prima di versare. E il differimento sotto i 5.000 € resta una scelta che fai tu al momento del pagamento: le date in pagina sono quelle naturali di ciascun trimestre: un primo trimestre differito può quindi comparirvi come scaduto anche se sei nei termini.

Contenuto informativo di carattere generale a cura della Redazione, aggiornato all’11 settembre 2026 e non aggiornato automaticamente dopo tale data. Non è consulenza fiscale e non sostituisce il parere del tuo commercialista: provvedimenti e proroghe possono modificare i termini anche a ridosso della scadenza. Prima di versare verifica importo e termine in Fatture e Corrispettivi o con il tuo consulente.

Domande frequenti

Il 30 settembre si paga il secondo o il terzo trimestre?

Il secondo (aprile–giugno 2026), più l’eventuale primo trimestre differito. Il terzo trimestre (luglio–settembre) scade il 30 novembre 2026.

Posso rimandare il versamento se l’importo è basso?

Sì: se il bollo di primo e secondo trimestre insieme resta sotto i 5.000 €, puoi versare tutto entro il 30 novembre 2026 insieme al terzo trimestre, senza interessi né sanzioni. È una facoltà, non un obbligo.

Che codice tributo uso per il primo trimestre versato a settembre?

Sempre il 2521, il codice del primo trimestre: il differimento sposta la data del versamento, non il periodo di riferimento. Il secondo trimestre viaggia col 2522.

L’Elenco B era sbagliato e il 10 settembre è passato: che faccio?

La finestra per correggerlo è chiusa e le integrazioni non contestate «si intendono confermate»: l’importo esposto dall’Agenzia le include. Non versare di meno di tua iniziativa — un pagamento carente porta alla comunicazione con sanzione. Parla col commercialista o con l’assistenza dell’Agenzia prima di decidere.

Quanto costa pagare in ritardo?

La sanzione base è il 25% (12,5% entro 90 giorni). Col ravvedimento scende a circa 1,25% entro 30 giorni (ancora meno nei primi 15), 1,39% entro 90, 3,125% entro l’anno, più gli interessi legali (1,60% annuo nel 2026). Se aspetti la comunicazione dell’Agenzia, paghi la sanzione ridotta a un terzo (circa 8,33%) entro 30 giorni dalla PEC.

Anche i forfettari pagano il bollo?

Sì, e sono i più esposti: le loro fatture non hanno IVA, quindi sopra 77,47 € il bollo da 2 € scatta quasi sempre. Il regime fiscale non c’entra con l’imposta di bollo — quando si applica e quando no lo trovi nella guida al bollo sulle fatture elettroniche.

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