Scadenze
Scadenze fiscali partita IVA: cosa scade davvero da agosto a dicembre 2026
Un calendario completo serve a poco se non sai quali righe sono tue. Qui trovi le principali date da qui a fine anno, separate per profilo, più nove scadenze che circolano sbagliate e i termini mobili che nessun promemoria riesce a fissare.
Calendario scadenze fiscali 2026: da agosto a dicembre
Da agosto a dicembre 2026 una partita IVA ha sedici date fiscali, ma quasi nessuno le ha tutte. Le due che riguardano quasi chiunque sono il 2 novembre (modello Redditi; nello stesso giorno scadono anche IRAP, 770 e concordato, ma solo per chi vi rientra) e il 30 novembre (secondo acconto di imposte e contributi). Tutte le altre dipendono dal regime: forfettario, IVA mensile o trimestrale, sostituto d'imposta, operazioni con l'estero.
Questo è l'elenco delle principali scadenze fiscali che toccano una partita IVA da fine agosto al 31 dicembre 2026: non sostituisce lo scadenzario personalizzato del tuo commercialista, che può comprendere adempimenti settoriali qui non trattati. Dove il termine cadeva di sabato, domenica o festivo abbiamo indicato la data slittata — ed è il primo posto dove gli scadenzari copiati sbagliano. Salvo dove indicato, i versamenti si fanno con modello F24 telematico. Date aggiornate al 21 agosto 2026: prima di versare verifica sempre il termine in vigore.
Scadenze fiscali di agosto 2026
| Data | Cosa scade | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 25 ago | INTRASTAT di luglio | Chi supera 50.000 € di scambi intra-UE a trimestre |
Scadenze fiscali di settembre 2026
| Data | Cosa scade | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 10 set | Ultimo giorno per correggere l'Elenco B del bollo, 2° trimestre | Chi ha emesso fatture con bollo |
| 15 set | Fatture differite di agosto · integrazioni e autofatture su acquisti esteri ricevuti ad agosto | Chi emette differite o compra dall'estero |
| 16 set | IVA di agosto · ritenute d'acconto di agosto · Gestione Separata dei committenti · rata della rateazione | IVA mensile, sostituti d'imposta, chi ha rateizzato |
| 25 set | INTRASTAT di agosto | Chi supera 50.000 € di scambi intra-UE a trimestre |
| 30 set | LIPE 2° trimestre · bollo e-fatture 2° trimestre · rimborso IVA assolta in UE nel 2025 · 2ª rata rottamazione-quinquies | Chi liquida l'IVA, chi ha emesso fatture con bollo |
Scadenze fiscali di ottobre 2026
| Data | Cosa scade | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 15 ott | Fatture differite di settembre | Chi emette differite |
| 16 ott | IVA di settembre · ritenute · Gestione Separata · rata della rateazione | IVA mensile, sostituti d'imposta |
| 26 ott | INTRASTAT di settembre | Scambi intra-UE sopra soglia. Il 25 cade di domenica |
Scadenze fiscali di novembre 2026
| Data | Cosa scade | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 2 nov | Modello Redditi 2026 · Modello 770 (solo sostituti d'imposta) · IRAP (società ed enti) · adesione al Concordato Preventivo Biennale (soggetti ISA, non forfettari) | Il modello Redditi riguarda tutte le partite IVA; il resto dipende |
| 16 nov | IVA di ottobre (mensili) e IVA del 3° trimestre (trimestrali) · ritenute · 3ª rata fissa INPS artigiani e commercianti | Chi liquida l'IVA, artigiani e commercianti |
| 25 nov | INTRASTAT di ottobre | Chi supera 50.000 € di scambi intra-UE a trimestre |
| 30 nov | 2° acconto imposte 2026 · 2° acconto contributi INPS (eccedenza sul minimale per artigiani e commercianti, intero reddito per la Gestione Separata) · bollo e-fatture 3° trimestre · LIPE 3° trimestre · 3ª rata rottamazione-quinquies | Quasi tutte le partite IVA |
Scadenze fiscali di dicembre 2026
| Data | Cosa scade | Chi riguarda |
|---|---|---|
| 15 dic | Fatture differite di novembre | Chi emette differite |
| 16 dic | IVA di novembre · ritenute · ultima rata della rateazione · saldo IMU | IVA mensile, sostituti, chi possiede immobili |
| 28 dic | Acconto IVA 2026 · INTRASTAT di novembre | Chi liquida l'IVA. Il 27 è domenica, il 25 è Natale |
Le due date pesanti sono il 2 e il 30 novembre. Il 2 novembre è il giorno della dichiarazione dei redditi — e, per chi vi rientra, anche di IRAP, 770 e adesione al concordato; il 30 novembre è quello del secondo acconto. Se in tutto il periodo devi ricordare due sole righe, sono quelle.
Quali di queste date sono davvero tue
Un calendario che elenca tutto è comodo per un commercialista e inutile per chi ha una partita IVA sola. La domanda vera non è «quali sono le scadenze», è quali di queste righe mi riguardano. Ecco le quattro situazioni più comuni.
Forfettario senza dipendenti e senza estero
È il profilo più leggero, e la sorpresa è quanto poco ti riguardi di quella tabella. Non liquidi l'IVA, quindi non fai la LIPE e non versi IVA mensile o trimestrale. Non sei sostituto d'imposta sui compensi che paghi ad altri professionisti, quindi non versi quelle ritenute (art. 1 comma 69 L. 190/2014). Unica eccezione: se paghi redditi di lavoro dipendente o assimilati — un collaboratore co.co.co. conta — la ritenuta la devi operare e versare comunque (art. 6 DL 34/2019). Non hai INTRASTAT. Restano poche cose:
- il bollo sulle fatture elettroniche, se hai emesso fatture sopra 77,47 € — ed è la scadenza che sfugge di più, perché è l'unica del gruppo;
- il 2 novembre per la dichiarazione dei redditi. Al concordato preventivo biennale, invece, il forfettario non può più aderire: l'art. 7 del D.Lgs. 81/2025 lo ha abrogato per questo regime, dove era sperimentale per il solo 2024;
- il 30 novembre per il secondo acconto;
- il 16 novembre, ma solo se sei iscritto alla gestione artigiani o commercianti: la terza rata fissa dei contributi sul minimale è dovuta anche in regime forfettario, eventualmente ridotta del 35% o del 50% se hai esercitato l'opzione. Se sei in Gestione Separata non hai rate fisse: paghi solo saldo e acconti insieme alle imposte.
Tre date su sedici, quattro se sei iscritto alla gestione artigiani o commercianti. Se sei in regime forfettario senza dipendenti, senza collaboratori e senza operazioni con l'estero, il resto della tabella non è tuo: basta però una di quelle condizioni in più — un collaboratore pagato, un acquisto da fornitore UE — perché si riaccendano altre righe.
Se non sei sicuro di rientrarci — soglia degli 85.000 €, requisiti d'accesso e cause di esclusione — la verifica sta nella guida al regime forfettario 2026.
Professionista o impresa con IVA
Quante righe siano tue dipende da una cosa sola: se liquidi l'IVA ogni mese o ogni tre. Se sei mensile, il versamento è il 16 di settembre, ottobre, novembre e dicembre: quattro date. Se sei trimestrale, in tutto il periodo hai un solo versamento IVA, il 16 novembre per il terzo trimestre. Da lì in poi il calendario è identico per entrambi: LIPE del 2° trimestre entro il 30 settembre e del 3° entro il 30 novembre, acconto IVA il 28 dicembre, e le due date di novembre — il 2 per Redditi, IRAP e 770, il 30 per il secondo acconto. Otto date su sedici se sei mensile, cinque se sei trimestrale — il 30 novembre tiene insieme LIPE e secondo acconto, e conta per uno. Più il 15 di ogni mese, se emetti fatture differite.
Chi paga compensi a collaboratori o dipendenti
Diventi sostituto d'imposta: il 16 di ogni mese versi le ritenute operate nel mese precedente, e allo stesso 16 vanno i contributi in Gestione Separata dei collaboratori. Il principio che conta è il pagamento del compenso, non la data della fattura che hai ricevuto: se una parcella di settembre la paghi a ottobre, la ritenuta si versa il 16 novembre.
Se hai dipendenti il tuo calendario è più lungo di questa tabella — Uniemens, INAIL, addizionali — ed è quello che di norma tiene il consulente del lavoro. Qui trovi la riga del 16, non l'elenco completo degli adempimenti da datore di lavoro.
Chi compra o vende all'estero
Gli INTRASTAT mensili riguardano solo chi ha superato 50.000 € di scambi intracomunitari in almeno uno dei quattro trimestri precedenti: sotto quella soglia la periodicità è diversa o l'obbligo non scatta affatto. Contano invece per tutti le integrazioni e autofatture sugli acquisti esteri, che vanno trasmesse allo SdI entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione del documento.
La trappola che prende più forfettari. Per i servizi ricevuti dall'estero il codice TD17 è dovuto sempre, senza alcuna soglia: basta un abbonamento a un software estero. La soglia dei 10.000 € vale solo per gli acquisti intracomunitari di beni (TD18). Molti forfettari credono di essere sotto soglia e non lo sono, perché comprano servizi, non merce.
Su quale codice usare in ciascun caso abbiamo una guida dedicata all'autofattura elettronica.
30 settembre o 30 novembre? Le due date del bollo
Merita un paragrafo a sé perché è l'unica scadenza che colpisce anche chi non ne ha nessun'altra — il forfettario tipico — ed è quella con le date più fraintese. Qui trovi solo le date: quando si applica, gli importi, i codici tributo per l'F24 e i casi particolari stanno nella guida al bollo virtuale sulle fatture elettroniche.
Il bollo si versa per trimestre, non fattura per fattura: il 2° trimestre 2026 scade il 30 settembre, il 3° il 30 novembre.
Ma il 30 settembre potrebbe non essere la tua data. Se il bollo dovuto per il 1° e il 2° trimestre insieme non supera 5.000 €, puoi rimandare tutto al 30 novembre e fare un versamento solo. Con 2 € a fattura, 5.000 € corrispondono a 2.500 fatture: per molte partite IVA la condizione è soddisfatta. Prima di rinviare, però, controlla l'importo effettivamente dovuto nel portale Fatture e Corrispettivi — la soglia va verificata sul dato reale, non stimata.
C'è poi una data che non è una scadenza tua: il 10 settembre è l'ultimo giorno utile per correggere l'Elenco B nel portale, cioè per aggiungere o togliere fatture dal conteggio che l'Agenzia ha fatto al posto tuo. Passato quello, l'importo si consolida com'è. Se il conteggio ti sembra strano, è lì che si interviene, non il 30.
Nove date che circolano sbagliate
Gli scadenzari online si copiano a vicenda, e gli errori si copiano con loro. Queste sono le nove affermazioni sbagliate che abbiamo trovato più spesso mentre verificavamo il calendario, ognuna con la norma che la smentisce.
- 1«La LIPE del 2° trimestre si invia entro il 16 settembre»
Era così fino al 2022. L'art. 3 del DL 73/2022 ha modificato l'art. 21-bis del DL 78/2010 e ha spostato il termine, a regime, al 30 settembre. Il 16 settembre oggi riguarda l'IVA mensile e le ritenute, non la LIPE.
- 2«La LIPE del 2° trimestre scade il 31 agosto, come le altre»
La regola generale dell'ultimo giorno del secondo mese successivo esiste, ma il secondo trimestre è espressamente derogato al 30 settembre — così come il quarto è derogato a fine febbraio. Il 31 agosto non è una scadenza LIPE.
- 3«Il bollo si può differire solo sotto i 250 euro»
Dato fermo al 2022. La soglia è 5.000 € per effetto del DL 73/2022, per le fatture emesse dal 1° gennaio 2023. Se trovi ancora indicati 250 €, stai leggendo una fonte non aggiornata: fa fede il testo vigente della norma.
- 4«A fine settembre c'è la scadenza trimestrale dell'esterometro»
L'esterometro come comunicazione trimestrale aggregata non esiste più dal 1° luglio 2022. Oggi i dati delle operazioni con l'estero viaggiano via SdI operazione per operazione: per le attive entro il termine di emissione della fattura (12 giorni per l'immediata, il 15 del mese successivo per la differita), per le passive entro il 15 del mese successivo alla ricezione del documento.
- 5«Il 30 settembre si trasmettono le spese al Sistema Tessera Sanitaria»
Le scadenze semestrali sono state eliminate dal DM MEF del 29 ottobre 2025: la trasmissione è annuale, entro il 31 gennaio dell'anno successivo. Le spese del 2026 si trasmettono entro il 1° febbraio 2027, perché il 31 gennaio cade di domenica.
- 6«La dichiarazione dei redditi si presenta entro il 30 settembre»
Quella è la scadenza del modello 730, che le partite IVA con redditi d'impresa o di lavoro autonomo non usano. Il modello Redditi 2026 si presenta entro il 2 novembre (il 31 ottobre cade di sabato e il 1° novembre è festivo).
- 7«A settembre c'è una rata fissa INPS per artigiani e commercianti»
Non esiste. Le rate sui minimali 2026 sono quattro: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre e 16 febbraio 2027. Settembre non ne ha nessuna.
- 8«L'acconto IVA si versa il 27 dicembre»
Il 27 dicembre 2026 cade di domenica: il termine slitta a lunedì 28 dicembre. Stesso discorso per l'INTRASTAT di novembre, che cadrebbe il giorno di Natale.
- 9«La proroga di Ferragosto sposta tutto al 31 agosto»
La proroga (art. 37, comma 11-bis, del DL 223/2006) riguarda gli adempimenti fiscali e i versamenti in F24 con scadenza dal 1° al 20 agosto, che slittano al 20 senza sanzioni né interessi. Da non confondere con l'art. 7-quater, commi 16-18, del DL 193/2016, che è un'altra cosa: sospende dal 1° agosto al 4 settembre i termini per rispondere alle richieste di documenti dell'Agenzia e per pagare gli avvisi bonari. Dal 21 agosto in poi tutto torna ordinario: l'INTRASTAT del 25 agosto, per esempio, non è prorogato perché la sua scadenza cade già fuori dalla finestra 1-20 agosto.
I termini che non stanno sul calendario
Tre degli obblighi più facili da sbagliare non hanno una data fissa: partono da un evento e scadono un tot di giorni dopo. Nessun promemoria a calendario li salva, perché la data cambia ogni volta.
| Adempimento | Termine | Da quando si conta |
|---|---|---|
| Fattura immediata | 12 giorni | Dall'effettuazione: consegna o spedizione per i beni, pagamento per i servizi (art. 6 DPR 633/1972) |
| Fattura differita | Il 15 del mese successivo | Dal mese delle consegne o prestazioni. L'IVA resta di competenza di quel mese, non di quello in cui emetti |
| Riemissione dopo scarto SdI | 5 giorni | Dalla notifica di scarto |
Sul terzo vale la pena essere precisi, perché è quello che costa di più. Sono 5 giorni, e la circolare che li ha fissati non li qualifica come lavorativi: parla di cinque giorni dalla notifica di scarto e basta (Circolare AdE 13/E del 2 luglio 2018), quindi si contano di calendario. E la fattura scartata si considera non emessa: se la ritrasmetti corretta entro quei 5 giorni puoi conservare numero e data originali, altrimenti servono numero e data nuovi, con possibile ravvedimento per tardiva fatturazione. Su cosa significa ciascun codice di scarto e come si rimedia abbiamo la guida ai codici di errore SdI.
Sul primo, la trappola è il verbo. Si contano 12 giorni dall'effettuazione, e l'effettuazione non è la stessa cosa per tutti: per le cessioni di beni è la consegna o la spedizione, per le prestazioni di servizi è il pagamento del corrispettivo (art. 6 DPR 633/1972). Quindi per un servizio il conto parte davvero dall'incasso, per una cessione no — ed è il motivo per cui la regola sembra contraddirsi a seconda di chi la racconta.
Su come si compila e si trasmette il documento dentro quei termini, la guida alla prima fattura elettronica.
Come non arrivarci impreparato
Il 30 novembre non è difficile perché calcolare l'acconto sia complicato. È difficile perché a fine novembre bisogna sapere quanto si è fatturato, e quel numero o c'è già o va ricostruito di corsa.
Due abitudini che costano poco:
- Segna solo le tue righe. Dopo aver letto la sezione per profilo, metti a calendario tre o quattro date, non sedici. Un calendario che ignori è peggio di nessun calendario.
- Tieni i numeri aggiornati, non accumulati. Se emetti le fatture man mano, a fine trimestre il totale c'è già. Se le accumuli, il lavoro si presenta tutto insieme proprio nella settimana della scadenza.
Un gestionale serve esattamente a questo. In TurboFattura la sezione Report (inclusa dal piano Professional in su) tiene il fatturato aggiornato a ogni documento emesso, e il bollo virtuale viene proposto in automatico sulle fatture che superano i 77,47 € di importi non soggetti a IVA, con la verifica finale dell'importo dovuto che resta comunque a carico di chi emette. Cosa è incluso in ciascun piano è sulla pagina prezzi.
Le fatture emesse e ricevute restano nel tuo account, scaricabili in XML e PDF quando ti servono. Da non confondere con la conservazione sostitutiva a norma di legge: è un servizio distinto, con firma digitale e marca temporale, che TurboFattura non eroga ancora.
Resta però una cosa che nessun software fa al posto tuo: decidere. Se hai un dubbio su un acconto, su un'adesione al concordato o su una rateazione, quella è una conversazione da avere con il tuo commercialista prima della scadenza, non dopo.
Contenuto informativo di carattere generale a cura della Redazione, aggiornato al 21 agosto 2026 e non aggiornato automaticamente dopo tale data. Non è consulenza fiscale e non sostituisce il parere del tuo commercialista: proroghe, decreti e provvedimenti dell'Agenzia delle Entrate possono modificare i termini anche a ridosso della scadenza. Prima di ogni versamento verifica la data sulle fonti ufficiali o con il tuo consulente.
Domande frequenti
Quali scadenze riguardano un forfettario senza dipendenti?
Molte meno di quante ne elenchi un calendario generico, ma la lista dipende dalla situazione concreta. In generale il forfettario non liquida l'IVA, quindi non fa la LIPE e non versa IVA periodica; se non paga compensi non è sostituto d'imposta e non versa ritenute. Restano tipicamente il bollo sulle fatture elettroniche sopra 77,47 €, il 2 novembre per la dichiarazione dei redditi e il 30 novembre per il secondo acconto. Dato aggiornato ad agosto 2026: verifica con il tuo commercialista quali adempimenti riguardano il tuo caso.
Quali scadenze fiscali ci sono a novembre 2026?
Novembre 2026 concentra le due date più pesanti del periodo. Il 2 novembre scade il modello Redditi 2026, e con esso il modello 770 per i soli sostituti d'imposta, l'IRAP per società ed enti (le persone fisiche ne sono fuori dal 2022) e l'adesione al concordato preventivo biennale per i soli soggetti ISA, forfettari esclusi. Il 16 novembre l'IVA di ottobre per i mensili, l'IVA del terzo trimestre per i trimestrali, le ritenute e la terza rata fissa INPS di artigiani e commercianti. Il 30 novembre il secondo acconto di imposte e contributi, la LIPE del terzo trimestre e il bollo sulle e-fatture del terzo trimestre. Dato aggiornato ad agosto 2026: verifica il termine in vigore prima di versare.
Il bollo del secondo trimestre si deve pagare per forza il 30 settembre?
No, se l'importo è contenuto. Se il bollo dovuto per il primo e il secondo trimestre insieme non supera 5.000 €, il versamento si può rimandare al 30 novembre e farne uno solo; la soglia è stata alzata dai vecchi 250 € dal DL 73/2022. Prima di rinviare, verifica l'importo effettivamente dovuto nel portale Fatture e Corrispettivi. Dato aggiornato ad agosto 2026.
Perché la dichiarazione dei redditi 2026 scade il 2 novembre e non il 31 ottobre?
Perché il 31 ottobre 2026 cade di sabato e il 1° novembre è festivo. Quando un termine cade in un giorno non lavorativo slitta al primo giorno lavorativo successivo, cioè lunedì 2 novembre. Alla stessa data slittano anche il modello IRAP, il modello 770 e l'adesione al concordato preventivo biennale.
Cosa succede se pago una scadenza fiscale in ritardo?
Il versamento tardivo si regolarizza con il ravvedimento operoso: si versa l'imposta dovuta, una sanzione ridotta e gli interessi legali. La riduzione è tanto maggiore quanto prima si rimedia, con scaglioni entro 14 giorni, 30 giorni, 90 giorni e un anno dalla scadenza. Il ravvedimento resta possibile finché non è stato notificato un atto di accertamento, quindi conviene muoversi appena ci si accorge del ritardo. Il calcolo esatto di sanzione e interessi va fatto con il tuo commercialista.
Sono forfettario ma non ho emesso fatture sopra 77,47 euro: il bollo mi riguarda?
No. Il bollo si versa solo se è dovuto: se in quel trimestre non hai emesso fatture soggette all'imposta, non devi né versare né presentare nulla. Non esiste una dichiarazione a zero da inviare: il conteggio che l'Agenzia propone nel portale Fatture e Corrispettivi è semplicemente vuoto.
- Normattiva — DL 78/2010, art. 21-bis (comunicazione liquidazioni periodiche IVA)
- Normattiva — DL 73/2022 (termine LIPE 2° trimestre e soglia di differimento del bollo)
- Normattiva — DPR 633/1972, artt. 6 e 21 (momento di effettuazione e termini di emissione)
- Normattiva — L. 190/2014, art. 1 comma 69 (il forfettario non è sostituto d'imposta)
- Normattiva — DL 34/2019, art. 6 (ritenute del forfettario con dipendenti o assimilati)
- Normattiva — DL 223/2006, art. 37 comma 11-bis (proroga di Ferragosto)
- Normattiva — D.Lgs. 127/2015, art. 1 comma 3-bis (dati delle operazioni transfrontaliere)
- Normattiva — D.Lgs. 81/2025, art. 7 (abrogazione del concordato per i forfettari)
- Normattiva — L. 234/2021, art. 1 comma 8 (IRAP non dovuta dalle persone fisiche)
- Agenzia delle Entrate — Imposta di bollo sulle fatture elettroniche
- Agenzia delle Entrate — Circolare 13/E del 2 luglio 2018 (riemissione dopo scarto SdI)