Fatturazione
Codici di errore SdI: tutti gli scarti e come risolverli
Dalla ricevuta di scarto alla fattura riemessa entro 5 giorni: che cosa controlla il Sistema di Interscambio, che cosa fa scattare ogni codice e come si corregge.
Cosa significa «fattura scartata» (e perché non è un dramma)
Hai inviato la fattura e ti è tornata indietro con un codice di errore SdI tipo 00305 o 00404? Niente panico: succede, si corregge e si reinvia. Questa guida elenca tutti i codici di scarto previsti dalle specifiche tecniche in vigore (versione 1.9.1), con la causa in parole semplici e la correzione giusta per ognuno.
Prima, il quadro. Quando trasmetti una fattura elettronica, il Sistema di Interscambio la sottopone a una serie di controlli formali: nome del file, firma (se presente), formato XML, identificativi fiscali, coerenza dei calcoli. Se anche uno solo fallisce, lo SdI ti restituisce una ricevuta di scarto con il codice e il motivo dell'errore. L'esito arriva da pochi minuti fino a un massimo di 5 giorni, a seconda del carico del sistema.
Il punto fiscale da capire è uno: la fattura scartata si considera mai emessa. Non esiste per il Fisco e non è mai arrivata al cliente. Per l'Agenzia delle Entrate (circolare 13/E del 2 luglio 2018) hai 5 giorni dalla notifica di scarto per correggere e ritrasmettere senza conseguenze, preferibilmente con lo stesso numero e la stessa data del documento originario. Le regole complete su numeri, serie e riuso dei numeri liberati sono nella guida alla numerazione delle fatture.
Scarto ≠ rifiuto della PA. Lo scarto è dello SdI e blocca la fattura prima della consegna. Il rifiuto è un'azione della Pubblica Amministrazione su una fattura già consegnata: è un altro flusso, con altre regole — lo trovi nella guida alla fatturazione verso la PA.
Se invece è la tua prima emissione in assoluto e vuoi partire col piede giusto, la guida alla prima fattura elettronica copre tutto il percorso dall'anagrafica all'invio.
Come leggere il codice di errore
I codici seguono uno schema a famiglie: le prime cifre ti dicono che tipo di controllo è fallito, prima ancora di leggere la descrizione.
| Famiglia | Che cosa controlla | Codici |
|---|---|---|
| 0000x | Nome e dimensioni del file | 00001, 00002, 00003 |
| 001xx | Firma elettronica (solo file firmati) | 00100–00107 |
| 002xx | Formato XML rispetto allo schema | 00200, 00201 |
| 003xx | Partite IVA, codici fiscali, codice destinatario | 00300–00330 |
| 004xx | Coerenza del contenuto: calcoli, nature IVA, tipi documento, duplicati | 00400–00477 |
Nella ricevuta di scarto trovi il codice, la descrizione e — per gli errori di formato — l'indicazione puntuale del campo che non va. I riferimenti tipo «1.4.1.1.2 <IdCodice>» sono le coordinate del campo nel tracciato XML: nella tabella qui sotto li abbiamo tradotti in parole.
Errori su file, firma e formato (00001–00201)
La prima famiglia riguarda il «contenitore»: il file in sé, prima ancora di guardare i dati della fattura. Se usi un software che genera e trasmette i file per te, questi errori non dovresti vederli quasi mai: nomenclatura, formato e struttura li produce il sistema.
| Codice | Che cosa è andato storto | Come si risolve |
|---|---|---|
| 00001 | Nome file non valido: non rispetta lo standard (paese + identificativo + progressivo) | Rinomina il file secondo lo standard; con un software gestionale il nome è generato in automatico |
| 00002 | Nome file duplicato: un file con quel nome è già stato trasmesso | Cambia il progressivo nel nome file e reinvia |
| 00003 | Il file supera le dimensioni ammesse: il singolo file fattura non può superare i 5 MB | Riduci o comprimi gli allegati (di solito sono loro i colpevoli) |
| 00100 | Certificato di firma scaduto | Rinnova il certificato e firma di nuovo |
| 00101 | Certificato di firma revocato | Richiedi un nuovo certificato qualificato e rifirma |
| 00102 | Firma non valida: il file è stato modificato dopo la firma | Firma il file nella sua versione definitiva, senza ritoccarlo dopo |
| 00103 | Alla firma manca il riferimento temporale | Rifirma con un software che includa il riferimento temporale |
| 00104 | La CA che ha emesso il certificato non è tra quelle affidabili | Usa un certificato di firma qualificata emesso da un prestatore accreditato |
| 00105 | Riferimento temporale della firma successivo alla ricezione del file | Correggi data e ora del sistema di firma e rifirma |
| 00106 | File compresso vuoto o illeggibile | Ricrea l'archivio e reinvia |
| 00107 | Certificato di firma non valido (es. sospeso) | Verifica lo stato del certificato con il tuo prestatore |
| 00200 | File non conforme al formato: l'XML non rispetta lo schema in vigore. La ricevuta indica il punto esatto della non conformità | Leggi il dettaglio nella ricevuta: indica il campo esatto da correggere; se il file è generato a mano, ricontrollane la struttura rispetto allo schema in vigore |
| 00201 | Più di 50 errori di formato: lo SdI smette di elencarli | Il file è compromesso: rigeneralo da zero invece di correggerlo a mano |
Da sapere: la firma elettronica sulla fattura è obbligatoria solo verso la PA; per le fatture tra privati (B2B e B2C) è facoltativa. Se non firmi i file, l'intera famiglia 001xx non ti riguarda.
Errori su partita IVA, codice fiscale e codice destinatario (003xx)
Qui lo SdI incrocia i dati della fattura con l'Anagrafe Tributaria: partite IVA e codici fiscali devono esistere davvero. È la famiglia di scarti più frequente in assoluto, e quasi sempre la causa è un dato del cliente digitato male o non aggiornato.
| Codice | Che cosa è andato storto | Come si risolve |
|---|---|---|
| 00300 | Identificativo fiscale del trasmittente non valido: per i soggetti italiani il controllo è sul codice fiscale di chi invia il file, di solito il provider del software | Se usi un gestionale, l'identificativo del trasmittente lo imposta il fornitore del servizio: segnalaglielo |
| 00301 | Partita IVA del cedente (chi emette) non valida | Controlla la P.IVA nel tuo profilo: cifra per cifra |
| 00302 | Codice fiscale del cedente inesistente in Anagrafe | Correggi il codice fiscale nel tuo profilo |
| 00303 | Partita IVA del rappresentante fiscale non valida | Verifica i dati del rappresentante fiscale indicato |
| 00304 | Codice fiscale del rappresentante fiscale inesistente | Correggi il CF del rappresentante |
| 00305 | Partita IVA del cliente inesistente in Anagrafe Tributaria | Quasi sempre è digitata male: verificala sul servizio dell'Agenzia delle Entrate o sul VIES e chiedi conferma al cliente |
| 00306 | Codice fiscale del cliente non valido (scatta quando manca la P.IVA) | Ricontrolla il CF: basta un carattere sbagliato |
| 00311 | Codice destinatario inesistente | Chiedi al cliente il codice a 7 caratteri corretto, oppure usa 0000000 e la sua PEC |
| 00312 | Codice destinatario esistito ma non più attivo | Il canale del cliente è stato disattivato: fatti dare il codice aggiornato o passa a 0000000 |
| 00313 | «XXXXXXX» usato per un cliente italiano | Il codice XXXXXXX vale solo per clienti esteri: per un italiano serve il suo codice vero o 0000000 |
| 00320 | P.IVA e codice fiscale del cedente non appartengono allo stesso soggetto | Allinea i due identificativi nel profilo |
| 00321 | CF del cedente estraneo al gruppo IVA indicato | Usa il CF di una società che partecipa al gruppo |
| 00322 | P.IVA di gruppo IVA (cedente) senza il CF della partecipante | Aggiungi il codice fiscale della società partecipante |
| 00323 | P.IVA del cedente cessata da oltre 5 anni (controllo sui tipi documento TD16, TD20, TD29) | Per questi tipi documento è ammessa una P.IVA cessata da non più di 5 anni; oltre quel limite lo scarto non si aggira correggendo il file |
| 00324 | P.IVA e CF del cliente non coerenti tra loro | Correggi l'anagrafica del cliente |
| 00325 | CF del cliente estraneo al gruppo IVA | Usa il CF della società partecipante al gruppo |
| 00326 | P.IVA di gruppo IVA (cliente) senza CF della partecipante | Aggiungi il CF della partecipante |
| 00327 | Nuovo dal 2026: come CF del cliente è stato indicato quello del gruppo IVA invece che della società partecipante (in assenza di P.IVA di gruppo) | Indica il CF della singola società partecipante, non quello del gruppo |
| 00330 | Come PEC del destinatario è stata indicata una casella del SdI stesso (sdixx@pec.fatturapa.it) | Quelle caselle servono a trasmettere, non a ricevere: inserisci la PEC vera del cliente |
Il caso che vediamo più spesso è il 00305: la partita IVA del cliente è stata dettata male, trascritta con un errore o non è mai esistita. La regola d'oro è verificarla prima di emettere, non dopo lo scarto: TurboFattura, quando inserisci un nuovo cliente, recupera i dati direttamente dalla partita IVA proprio per ridurre questi errori alla radice.
Errori di contenuto e di calcolo (00400–00460)
Superati i controlli anagrafici, lo SdI verifica che la fattura stia in piedi: i totali devono quadrare con le righe, ogni aliquota deve avere il suo riepilogo, le operazioni a IVA zero devono dichiarare il perché (la «natura»), e il numero del documento non deve essere già stato usato. I controlli su ritenute, casse previdenziali e riepiloghi valgono per le sole fatture ordinarie; il 00460, all'opposto, riguarda solo le semplificate.
| Codice | Che cosa è andato storto | Come si risolve |
|---|---|---|
| 00400 | Riga con aliquota IVA a zero senza codice natura | Indica la natura (N1–N7) che giustifica l'operazione senza IVA |
| 00401 | Codice natura presente su una riga con aliquota diversa da zero | Togli la natura oppure azzera l'aliquota: insieme non possono stare (unica eccezione: TD16) |
| 00403 | Data della fattura successiva alla data di ricezione dello SdI | La data non può essere futura: correggila |
| 00404 | Fattura duplicata: stesso emittente, stesso anno e stesso numero di una fattura già trasmessa e non scartata (ammessa l'eccezione della coppia fattura + nota di credito con lo stesso numero, e i casi art. 73) | Assegna il numero progressivo successivo; se arrivi da un altro software, riparti dalla numerazione reale già trasmessa |
| 00409 | Fattura duplicata all'interno dello stesso lotto di invio | Elimina il doppione dal lotto |
| 00411 | Righe soggette a ritenuta ma blocco dei dati ritenuta assente | Compila i dati della ritenuta d'acconto, o togli il flag dalla riga |
| 00413 | Cassa previdenziale ad aliquota zero senza natura | Indica la natura anche sul contributo cassa |
| 00414 | Natura presente su cassa previdenziale imponibile | Togli la natura dal contributo cassa |
| 00415 | Cassa soggetta a ritenuta ma dati ritenuta assenti | Compila il blocco della ritenuta |
| 00417 | Cliente senza né partita IVA né codice fiscale | Serve almeno uno dei due identificativi |
| 00418 | Data della fattura antecedente a quella del documento collegato (tipico delle note di credito) | La nota non può avere data precedente alla fattura che rettifica: allinea le date |
| 00419 | Manca il blocco di riepilogo per una delle aliquote presenti | Ogni aliquota IVA in fattura deve avere il suo riepilogo |
| 00420 | Natura N6 (reverse charge) insieme a esigibilità S (split payment) | I due regimi sono incompatibili: scegli quello corretto per l'operazione |
| 00421 | Imposta diversa da aliquota × imponibile ÷ 100 (tolleranza ±1 centesimo) | Ricalcola l'imposta: di solito è un arrotondamento fatto a mano |
| 00422 | Imponibile del riepilogo che non corrisponde alla somma di righe, casse e arrotondamenti per quell'aliquota (tolleranza ±1 euro) | Ricostruisci il riepilogo dalla somma reale delle righe; occhio alla cassa previdenziale, che concorre all'imponibile |
| 00423 | Prezzo totale di riga diverso da (prezzo unitario ± sconto) × quantità (±1 centesimo) | Ricalcola la riga: quasi sempre lo sconto o la quantità non tornano |
| 00424 | Aliquota non espressa in percentuale | Scrivi 22.00, non 0.22 |
| 00425 | Numero fattura senza nemmeno un carattere numerico | Il numero deve contenere almeno una cifra |
| 00427 | Codice destinatario di lunghezza sbagliata per il formato: la PA vuole 6 caratteri (FPA12), i privati 7 (FPR12) | Verifica formato di trasmissione e lunghezza del codice |
| 00428 | Formato di trasmissione incoerente con la versione dichiarata nel file | Rigenera il file: c'è un'incoerenza interna |
| 00429 | Riepilogo ad aliquota zero senza natura | Indica la natura anche nel riepilogo |
| 00430 | Natura nel riepilogo con aliquota diversa da zero | Togli la natura dal riepilogo (eccezione: TD16) |
| 00437 | Sconto o maggiorazione dichiarati sul documento senza percentuale né importo | Valorizza almeno uno dei due, o rimuovi il blocco sconto |
| 00438 | Come sopra, ma su una riga | Percentuale o importo dello sconto di riga |
| 00443 | Un'aliquota usata nelle righe o nella cassa non compare nei riepiloghi | Aggiungi il riepilogo per l'aliquota mancante |
| 00444 | Una natura usata nelle righe o nella cassa non compare nei riepiloghi | Aggiungi il riepilogo per la natura mancante |
| 00445 | Codice natura generico (N2, N3, N6) non più ammesso dal 2021 | Usa il codice di dettaglio: N2.1, N2.2, N3.1–N3.6, N6.1–N6.9 |
| 00460 | Fattura semplificata oltre il limite di 400 € (art. 21-bis DPR 633/72) | Sopra i 400 € serve la fattura ordinaria; il limite non si applica ai regimi RF19 (forfettario) e RF20, né alle rettifiche |
I tre codici «matematici» — 00421, 00422 e 00423 — meritano una nota: compaiono quasi solo quando i totali vengono calcolati o ritoccati a mano, magari per far quadrare un arrotondamento. Un software che ricalcola imponibili, imposta e riepiloghi dalle righe a ogni modifica li elimina per costruzione: è esattamente quello che fa il motore di calcolo di TurboFattura, anche nei casi più insidiosi come la cassa previdenziale che concorre all'imponibile IVA.
I controlli sulle autofatture e sui tipi documento (00471–00477)
L'ultima famiglia è la più recente e riguarda la coerenza tra tipo documento (TD) e soggetti in fattura. È il territorio delle autofatture e integrazioni: TD16–TD29, dove chi emette e chi riceve a volte devono coincidere, a volte non possono.
| Codice | Che cosa è andato storto | Come si risolve |
|---|---|---|
| 00471 | Cedente e cliente coincidono, ma il tipo documento non lo ammette (TD01–TD03, TD06, TD16–TD20, TD24, TD25, TD28, TD29 e, per le semplificate, TD07) | Se stai fatturando a te stesso, il tipo documento è sbagliato: per autoconsumo serve TD27, per splafonamento TD21 |
| 00472 | TD21 o TD27 con cedente diverso dal cliente | Questi due tipi esigono lo stesso soggetto su entrambi i lati |
| 00473 | Paese dell'emittente non ammesso per quel TD: TD17/18/19/28 vogliono un cedente estero, TD29 uno italiano | Verifica il paese del fornitore per il tipo documento scelto (per TD17 e TD19 è ammesso «OO» per Livigno e Campione d'Italia) |
| 00474 | TD21 (splafonamento) con righe ad aliquota zero | Nello splafonamento tutte le righe devono avere un'aliquota IVA |
| 00475 | Manca la partita IVA del cliente, obbligatoria per TD16–TD20, TD22, TD23, TD28, TD29 | Per questi tipi documento il cessionario deve avere P.IVA |
| 00476 | Cedente e cliente entrambi esteri | Almeno uno dei due soggetti deve essere italiano |
| 00477 | Non imponibilità art. 8 c.1 lett. c) con dichiarazione d'intento invalidata dall'Agenzia | Verifica lo stato della lettera d'intento del cliente prima di emettere |
Questa famiglia è particolare: gli errori non nascono da refusi ma da scelte sbagliate di inquadramento. Per questo TurboFattura esegue i controlli dal 00471 al 00476 in fase di compilazione, prima che il file parta: se il tipo documento e i soggetti non sono coerenti, te lo dice il software, non la ricevuta di scarto cinque giorni dopo. Il 00477 fa eccezione perché dipende dalla banca dati dell'Agenzia: quando il software rileva la natura N3.5 ti ricorda di verificare la dichiarazione d'intento del cliente.
Fattura scartata: come rimediare in 4 passi
Qualunque sia il codice, la procedura di recupero è sempre la stessa. Il riferimento è la circolare 13/E/2018 dell'Agenzia delle Entrate.
- 1Leggi il codice nella ricevuta di scarto
Individua il codice e cercalo nelle tabelle di questa guida: la descrizione ufficiale indica anche il campo esatto del tracciato. In TurboFattura il motivo dello scarto è mostrato direttamente sulla fattura, in chiaro.
- 2Correggi la causa, non il sintomo
Se l'errore è anagrafico (famiglia 003xx), correggi l'anagrafica del cliente o il profilo, non solo la singola fattura: altrimenti lo scarto si ripresenterà alla prossima emissione.
- 3Riemetti entro 5 giorni con stesso numero e data
È la via maestra indicata dall'Agenzia: il documento corretto prende il posto di quello scartato, che fiscalmente non è mai esistito. In alternativa la circolare ammette una nuova numerazione con un sezionale dedicato che evidenzi il collegamento. Sulle fatture scartate TurboFattura ti propone l'azione Correggi fattura, che riapre il documento con righe, cliente e dati fiscali già compilati: reimposta numero e data del documento originario se scegli la via dello stesso numero.
- 4Attendi la nuova ricevuta
Fino alla ricevuta di consegna (o di impossibilità di recapito) la fattura non si considera emessa. Tieni la ricevuta di scarto insieme alle tue registrazioni: documenta la sequenza degli invii.
Da sapere: al reinvio il nome del file deve cambiare (il controllo 00002 rifiuta un nome già trasmesso), anche se numero e data della fattura restano gli stessi. I software lo gestiscono in automatico.
Cosa è cambiato dal 15 maggio 2026 (specifiche 1.9.1)
Dal 15 maggio 2026 lo SdI applica la versione 1.9.1 delle specifiche tecniche, pubblicata il 31 marzo 2026. Lo schema del file non cambia rispetto alla versione precedente: le novità riguardano i controlli e le procedure. Quelle che toccano gli scarti:
- Nuovo controllo 00327 sui gruppi IVA: se il cliente è indicato col codice fiscale del gruppo anziché della società partecipante, la fattura viene scartata.
- Ampliamento dei codici destinatario disponibili e nuove procedure di accreditamento per i canali di trasmissione.
- Nuova codifica nel blocco «AltriDatiGestionali» per i compensi in esenzione dei lavoratori sportivi dilettantistici.
Restano in vigore le novità introdotte dalla versione 1.9 (aprile 2025): il tipo documento TD29 per comunicare all'Agenzia l'omessa o irregolare fatturazione del fornitore — con i relativi controlli 00471, 00473 e 00475 — e il regime RF20 di franchigia IVA transfrontaliera. Il quadro completo delle novità normative dell'anno è nel nostro approfondimento sulla fatturazione elettronica 2026.
Se aggiorni i dati una volta e lasci che i controlli girino prima dell'invio, lo scarto diventa un'eccezione rara: TurboFattura esegue in fase di compilazione i controlli di coerenza dell'Allegato A verificabili prima dell'invio — tipi documento, soggetti, IVA e nature — e ti segnala gli errori quando sono ancora un click da correggere, non una ricevuta da smaltire.
Domande frequenti
Quanto tempo ho per riemettere una fattura scartata?
L'Agenzia delle Entrate (circolare 13/E del 2 luglio 2018) indica 5 giorni dalla notifica di scarto per ritrasmettere la fattura corretta senza conseguenze. Il termine decorre dalla ricevuta di scarto, non dalla data della fattura.
Devo usare lo stesso numero o un numero nuovo?
La via preferita è riemettere con lo stesso numero e la stessa data del documento scartato, che fiscalmente non è mai esistito. In alternativa la circolare 13/E/2018 ammette una nuova numerazione, purché con un sezionale o una codifica che renda evidente il collegamento col documento originario.
Il mio cliente vede la fattura scartata?
No. Lo scarto avviene prima della consegna: la fattura non arriva mai al destinatario. La ricevuta di scarto la riceve solo chi ha trasmesso il file.
Quanto tempo impiega lo SdI a scartare o accettare una fattura?
Da pochi minuti a un massimo di 5 giorni, in base al carico del sistema. Se dopo l'invio la fattura risulta ancora «in elaborazione», non è né accettata né scartata: va solo atteso l'esito.
Lo scarto comporta sanzioni?
No, se rimedi nei tempi: riemettendo entro 5 giorni dalla notifica di scarto la fatturazione si considera tempestiva. Il rischio sanzioni nasce solo se la fattura scartata non viene mai ritrasmessa e l'operazione resta non fatturata nei termini.
La fattura scartata va conservata?
La fattura scartata non è mai stata emessa, quindi non entra nella conservazione a norma dei documenti fiscali. È buona pratica tenere la ricevuta di scarto insieme alle registrazioni, a documentare la sequenza degli invii.
Cosa cambia con le specifiche 1.9.1 del 2026?
Dal 15 maggio 2026 lo SdI applica le specifiche 1.9.1. Lo schema del file resta quello della versione precedente; la novità che può produrre uno scarto è il nuovo controllo 00327 sui gruppi IVA. La versione amplia inoltre i codici destinatario disponibili e aggiorna le procedure di accreditamento dei canali di trasmissione.