Regimi fiscali
Fattura elettronica nel regime forfettario: la guida completa
RF19, natura N2.2, dicitura chiesta dall’Agenzia delle Entrate, bollo da 2 € e rivalsa INPS: tutto quello che ti serve per fatturare da forfettario senza errori, con un esempio numerico completo.
Cos’è il regime forfettario, in breve
La fattura elettronica nel regime forfettario ha regole tutte sue: niente IVA esposta, codice regime RF19, natura N2.2, la dicitura che l’Agenzia delle Entrate indica come obbligatoria e il bollo da 2 € quando l’importo supera 77,47 €. Se hai appena aperto la partita IVA o arrivi dal regime ordinario, questa guida ti porta dalla teoria alla fattura inviata allo SdI, con un esempio pratico completo.
Partiamo dai fondamentali. Il forfettario (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014) è il regime agevolato per persone fisiche con ricavi o compensi fino a 85.000 € l’anno. Non addebiti l’IVA ai clienti, non la detrai sugli acquisti e al posto di IRPEF e addizionali paghi un’imposta sostitutiva.
| Requisito / beneficio | Valore 2026 |
|---|---|
| Soglia ricavi e compensi | 85.000 € (sopra i 100.000 € l’uscita è immediata) |
| Limite redditi di lavoro dipendente o pensione | 35.000 € (portato da 30.000 € dalla Legge di Bilancio 2026, L. 199/2025, come misura transitoria) |
| Imposta sostitutiva | 5% per i primi 5 anni delle nuove attività, poi 15% |
| IVA in fattura | Nessuna: operazioni con natura N2.2 |
Il 5% è riservato alle nuove attività e dura i primi cinque anni; dal sesto si passa al 15%. L’imposta si calcola sul reddito determinato in modo forfettario, applicando ai ricavi il coefficiente di redditività previsto per il tuo codice ATECO.
Fattura elettronica obbligatoria dal 2024, anche per te
Dal 1° gennaio 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i titolari di partita IVA, forfettari compresi (DL 36/2022, art. 18). Non esiste più alcuna soglia di esonero: anche se hai aperto la partita IVA ieri e fatturi poche migliaia di euro l’anno, devi emettere le fatture in formato XML e trasmetterle al Sistema di Interscambio.
Le regole operative sono le stesse di tutti gli altri: hai 12 giorni dalla data dell’operazione per trasmettere la fattura allo SdI. Una volta inviata, è lo SdI a recapitarla al cliente e a restituirti l’esito; con TurboFattura gli esiti arrivano in tempo reale, con notifica quando la fattura viene consegnata o scartata.
Da sapere: dal 15 maggio 2026 lo SdI accetta solo file conformi alle specifiche tecniche 1.9.1 e scarta il tracciato precedente. Se usi un software in cloud l’aggiornamento è trasparente: non devi fare nulla.
Come si compila la fattura da forfettario
Vediamo la fattura campo per campo. Se non hai mai emesso una fattura elettronica in vita tua, parti dalla guida alla prima fattura: qui diamo per scontata la meccanica di base e ci concentriamo sulle specificità del forfettario.
- 1Dati del cliente
Servono denominazione, indirizzo, partita IVA o codice fiscale e il codice destinatario SDI (oppure la PEC). In TurboFattura digiti la partita IVA e premi Cerca: l’anagrafica arriva dal Registro Imprese o dal VIES. Se il cliente non ti comunica alcun recapito, il codice destinatario 0000000 è ammesso: la fattura resta disponibile nella sua area riservata sul sito dell’Agenzia, e sei tenuto ad avvisarlo.
- 2Regime fiscale RF19
Nel campo RegimeFiscale del file XML va il codice RF19, che identifica il regime forfettario. Lo imposti una volta sola nelle impostazioni e viene ripetuto su ogni fattura.
- 3Natura N2.2 al posto dell’IVA
Le tue operazioni sono senza IVA: su ogni riga l’aliquota è zero e va indicata la natura N2.2 («non soggette — altri casi»). È l’informazione che spiega allo SdI perché l’imposta non c’è. Se il cliente è estero la natura cambia: il caso è trattato nella guida sulla fattura a cliente estero. Nei settori in cui vale il reverse charge, come i subappalti edili, invece non cambia: da forfettario non lo applichi, e sulle tue fatture resta N2.2.
- 4Dicitura nella Causale
L’Agenzia delle Entrate chiede di indicare in fattura, nel campo Causale, il riferimento normativo: «Operazione effettuata in regime forfettario ai sensi dell’articolo 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014 e successive modificazioni». Se sei un professionista, l’Agenzia chiede di aggiungere un’altra dicitura: «Operazione non soggetta a ritenuta alla fonte a titolo di acconto ai sensi dell’articolo 1, comma 67, Legge n. 190 del 2014 e successive modificazioni». Da forfettario i tuoi compensi non subiscono la ritenuta d’acconto: a questo fine il comma 67 prevede una tua dichiarazione dalla quale risulti che il reddito è soggetto a imposta sostitutiva. Dal 1° gennaio 2027 quei commi passano nel nuovo TUIR: quali articoli citare da quella data lo spieghiamo nell’approfondimento sulla dicitura in fattura dal 2027.
- 5Rivalsa INPS 4%, se vuoi
Se sei iscritto alla Gestione Separata INPS puoi addebitare al cliente la rivalsa del 4% sul compenso. È una facoltà, non un obbligo: se la applichi, l’importo entra nel totale della fattura e concorre al tuo reddito.
- 6Numerazione e invio
La numerazione deve essere progressiva e senza buchi: TurboFattura la assegna in automatico e il campo non è modificabile, così non rischi duplicati. Prima della trasmissione una checklist segnala gli errori bloccanti; poi Invia al SDI e segui l’esito in tempo reale.
Il bollo da 2 € sopra i 77,47 €
Sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 € è dovuta l’imposta di bollo da 2 €, e le fatture N2.2 dei forfettari rientrano in pieno nel perimetro. Sotto quella soglia il bollo non è dovuto. Restano invece esenti alcune operazioni specifiche, come le esportazioni (art. 8, 8-bis e 9) e le cessioni intra-UE (art. 41): non tutte le fatture senza IVA lo scontano.
Il bollo è a carico tuo, cioè del cedente, ma puoi addebitarlo al cliente in fattura. Sulla fattura elettronica si assolve in modo virtuale: niente marca fisica, basta il flag nel file XML. TurboFattura lo applica in automatico quando la fattura ne ha i requisiti; trovi tutti i dettagli nella guida al bollo virtuale.
Il versamento avviene per trimestre, dal servizio Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate (con addebito diretto) o in alternativa con F24. Le scadenze 2026:
- 1° trimestre: 1° giugno 2026 (il 31 maggio cade di domenica)
- 2° trimestre: 30 settembre 2026
- 3° trimestre: 30 novembre 2026
- 4° trimestre: 1 marzo 2027 (il 28 febbraio cade di domenica)
Se gli importi sono piccoli puoi rimandare: quando il dovuto del 1° trimestre è inferiore a 5.000 € puoi versarlo entro il 30 settembre, e se 1° e 2° trimestre insieme restano sotto i 5.000 € puoi pagare tutto entro il 30 novembre.
Esempio pratico: fattura da 1.000 € con rivalsa
Mettiamo tutto insieme con il caso classico: una consulenza da 1.000 € emessa da un professionista forfettario iscritto alla Gestione Separata — il caso tipico del freelance — che applica la rivalsa del 4% e addebita il bollo al cliente.
| Voce | Importo | Note |
|---|---|---|
| Compenso | 1.000,00 € | Riga con aliquota 0 e natura N2.2 |
| Rivalsa INPS 4% | 40,00 € | Facoltativa, anch’essa N2.2 |
| Imponibile | 1.040,00 € | Nessuna IVA addebitata |
| Imposta di bollo | 2,00 € | Dovuta perché l’importo supera 77,47 € |
| Totale fattura | 1.042,00 € | Quello che il cliente ti bonifica |
Tre cose da notare:
- Niente IVA: su 1.040 € un ordinario avrebbe aggiunto il 22%. Il tuo cliente paga meno, o tu incassi di più a parità di prezzo finale.
- Niente ritenuta d’acconto: per legge i tuoi compensi non la subiscono (art. 1, c. 67, L. 190/2014), a patto di rilasciare la dichiarazione prevista dallo stesso comma, cioè che il reddito è soggetto a imposta sostitutiva. Il cliente ti versa così l’intero importo, senza trattenere alcun acconto — meccanismo e calcolo nella guida alla ritenuta d’acconto. In fattura l’Agenzia chiede anche la seconda dicitura del passo 4.
- Il bollo resta tuo: anche se lo addebiti al cliente, il soggetto obbligato al versamento verso l’Erario sei tu. Se scegli di non addebitarlo, il totale scende a 1.040 € ma i 2 € li versi comunque.
In TurboFattura il bollo virtuale da 2 € si aggiunge da solo quando l’importo supera 77,47 €, e la rivalsa INPS si calcola in automatico se l’hai attivata nelle impostazioni: tu inserisci descrizione e importo della prestazione. La dicitura sulla ritenuta del passo 4 (comma 67), invece, TurboFattura non la scrive: aggiungila tu nella descrizione della riga. Il flusso completo per chi è in RF19 è nella pagina sul software per forfettari; i costi in quella dei prezzi.
Cosa succede se sfori le soglie
Le soglie del forfettario funzionano con un doppio binario, e la differenza tra i due casi è sostanziale:
- Ricavi tra 85.001 e 100.000 €: chiudi l’anno da forfettario, ma dal 1° gennaio successivo passi al regime ordinario, con IVA, ritenute e contabilità ordinaria degli autonomi.
- Ricavi oltre 100.000 €: l’uscita è immediata. Il regime cessa in corso d’anno e devi applicare l’IVA già a partire dall’operazione che fa superare la soglia.
- Redditi di lavoro dipendente o pensione oltre 35.000 €: se nell’anno precedente hai superato il limite, l’anno successivo non puoi applicare il forfettario.
Uscire dal regime non è un dramma, ma cambia il modo di fatturare: aliquote IVA reali al posto della natura N2.2, ritenuta d’acconto se lavori con sostituti d’imposta, obblighi contabili pieni. Sul piano pratico ti basta aggiornare il regime nelle impostazioni del gestionale: ritenuta e cassa previdenziale vengono ricalcolate in automatico in base al nuovo regime.
Un consiglio operativo: monitora il fatturato durante l’anno, non a dicembre. Avvicinarsi ai 100.000 € senza saperlo significa ritrovarsi ad applicare l’IVA su una fattura già concordata a prezzo pieno. Per il quadro completo delle novità di quest’anno, dal limite dipendente a 35.000 € alle conferme sulle soglie, leggi Forfettario 2026: cosa cambia.
Domande frequenti
Un forfettario deve emettere la fattura elettronica?
Sì. Dal 1° gennaio 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica è generalizzato (DL 36/2022, art. 18) e riguarda anche tutti i forfettari, senza soglie di esonero. La fattura va trasmessa allo SdI entro 12 giorni dalla data dell’operazione.
Quale regime fiscale e quale natura IVA devo indicare?
Nel file XML il regime fiscale è RF19 e le righe vanno con aliquota zero e natura N2.2 («non soggette — altri casi»). Va inoltre riportata la dicitura con il riferimento all’art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014.
Il cliente deve applicare la ritenuta d’acconto sui miei compensi?
No. I compensi dei forfettari non sono soggetti a ritenuta d’acconto (art. 1, comma 67, L. 190/2014): a questo fine la legge prevede una tua dichiarazione dalla quale risulti che il reddito è soggetto a imposta sostitutiva, e il cliente versa l’importo per intero. In fattura l’Agenzia chiede ai professionisti una dicitura che cita lo stesso comma.
Quando devo applicare il bollo da 2 €?
Su ogni fattura senza IVA di importo superiore a 77,47 €, quindi praticamente su tutte le tue fatture N2.2 sopra quella soglia. Il versamento è trimestrale tramite Fatture e Corrispettivi o F24: trovi scadenze e dettagli nella guida al bollo virtuale.
La rivalsa INPS del 4% è obbligatoria?
No, è una facoltà riservata agli iscritti alla Gestione Separata INPS. Se la applichi, il 4% si somma al compenso, entra nel totale fattura con natura N2.2 e concorre al tuo reddito.
Cosa succede se supero 85.000 € di ricavi?
Tra 85.001 e 100.000 € resti forfettario fino a fine anno ed esci dal regime dal 1° gennaio successivo. Sopra i 100.000 € l’uscita è immediata: devi applicare l’IVA già dall’operazione che fa superare la soglia.
- Normattiva — Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario)
- Agenzia delle Entrate — Fatturazione elettronica e Sistema di Interscambio
- Agenzia delle Entrate — Portale Fatture e Corrispettivi
- FiscoOggi — Rivista telematica dell’Agenzia delle Entrate
- Agenzia delle Entrate — Provvedimento 24/11/2022 n. 433608, regole tecniche della fatturazione elettronica (testo coordinato; punto 3.4: fattura messa a disposizione e avviso al cliente)